22-24 Aprile 2010
Evasioni (non solo mentali) al Capri Art Film Festival

23/04/2010 – Appuntamento al Palazzo dei Congressi per staff tecnico e artistico, ospiti e partecipanti. Oggi, proiezione dei corti! Non mancano i soliti intoppi.. un attore da forfet perché ha mal di mare (ma non lo sapeva che Capri è un’ISOLA e si raggiunge solo per mare???).
Uno dei partecipanti di “Corto in Capri”, scontento (solo lui!) della sistemazione in albergo, della squisita cena sociale (solo lui!) tenutasi al ristorante ÉDivino lascia l’Isola… e per una volta Antonino sembra cedere e chiede formalmente all’ufficio stampa una censura.
Lo vediamo con il dito nervoso sulla tastierina del cellulare tentare invano di contattare l’evaso. Qualcuno gli dice: “Ma lascia perdere!” e lui replica “No, non avete capito! Io non lo sto cercando per dirgli di tornare… io gliene devo dire quattro!”.
I corti sono tutti di buonissima qualità, vediamo nanetti, soldati, pin up e moooolti diversi.. e tutti, ma proprio tutti, ci piacciono tanto! Terminate le proiezioni, Simone gestisce tre telefonate sulla stressa linea. Ma come fa? Per lo spettacolo di Ravello ha dovuto cercare, nell’ordine: una porta gigante, un mazzo di fiori molto kitch (ma Capri è fashion ed è doppiamente difficile), due tavoli di dimensioni diverse, un microfono per teatro da recitazione e, infine, un WC.
Antonio, invece, ha avuto l’onore di sistemare la Chiesa di Santa Teresa, per lo spettacolo della serata. Siamo tutti a pranzo a mangiare, chi addenta fantastici timballi di pasta gratinata, chi prodigiose porzioni di parmigiana, chi è alla frutta, ma nel senso che sta gustando fragole di bosco o freschissime fette d’ananas .. e lui ci descrive con dovizia di particolari le cose improbabili che ha trovato impigliate nella scopa e negli angoli più bui del luogo sacro. Mha!
Nel pomeriggio, dopo un rapido passaggio nel luogo bunker dove in segreto i registi Riccardo e Simona si sono rifugiati per seguire il montaggio dei loro corti, ovvero la casa del nonno, tutti di nuovo al palazzo dei Congressi. In un pomeriggio buio e umido di pioggia, è confortante essere tutti raccolti davanti al maxischermo, a vedere una selezione dei migliori spot sociali internazionali.. l’evento riscuote tutto il nostro consenso, vogliamo tutti le magliette di Medici senza frontiere siamo così altruisti da adottare, oltre alle nostre, anche una delle crisi dimenticate. Ti ringraziamo Ernesto, grazie agli spot che tu e Laura ci avete fatto vedere, denunceremo pedofili, maltrattamenti in famiglia, alzeremo lo stipendio a tutte le donne italiane e soprattutto berremo in maniera più consapevole, non solo alla guida.
Poi, tutti in Chiesa! No, ma che avete capito! Nessun matrimonio in vista! La Chiesa di Santa Teresa per una sera è stata trasformata in teatro (blasfemo l’accostamento WC e altare) e, ancora una volta vicini vicini, ci godiamo un bravissimo Ravello, accompagnato dalla musica di Alessandro Mannarino, insegnarci qualcosa di più sulla vita, quella dura, quella vera..
E sempre vicini vicini a cena (ne sanno qualcosa quelli del workshop di corti) che per far posto ad una individua non meglio specificata (si sa solo che lo staff l’ha esiliata a Marina Piccola) che questi giorni vi ha molestato non poco con registratore e domande imbarazzanti sull’andamento del Festival. Grazie a tutti voi per averla preferita ai vostri raffinati sottopiatti in cristallo azzurro!
Tra una capasanta e un’alicetta, intercettiamo la rassicurante Ileana, unico membro femminile dell’Associazione, una pimpante e raggiante Martina soddisfatta della riuscita del Festival e Giuseppe Lafemina, tra i membri di punta del Festival, che entusiasta esclama: “Questa è la migliore edizione di tutti gli anni!” e rivendica la paternità dell’idea della cena tutti insieme (gentilmente offerta dal Capri Art film Festival).
Davanti ad una torta gigantesca che celebra la IV edizione del Festival, immortalata dalla coppia di fotografi FrancescoDomenico D’Auria e Alessandro Somma, e bicchierini su bicchierini di limoncello, la sala comincia a svuotarsi. E poi? Voi, proprio voi che dopo cena avete preferito riposare nelle vostre stanze d’albergo perfette, al riparo da ogni perdizione… vi siete persi il meglio del Capri Art Film Festival, ovvero, il Dopofestival alla Taverna!
Quelli del workshop, l’ufficio stampa e qualche regista, si sono sfrenati in balli latinoamericani, hip hop, baciate, tarantelle, pizziche, polka e ancora: cancan, valzer, macarene, sardane, mazurche, … la versione attempata e involgarita di catwoman, su improbabili stivali in vinile nero, muniti di tacchi a spillo (non a norma), ha sottratto uno dei nostri maschi latini (mica tanto…) per uno sfrenato ballo sexy sui tavoli. Abbiamo le prove e abbiamo deciso di chiedere un riscatto per le foto – scandalo. Lo facciamo a fin di bene: i fondi saranno utilizzati per la prossima edizione del Festival. Sono le 4 del mattino, i sopravvissuti si ritirano, su cortese invito della band: “Se noi vi suoniamo Anema e Core, poi voi ve ne andate?”
E intanto, cresce l’attesa per la seconda edizione del premio “Roberto Zanichelli”, prezioso contabile di tutta la rassegna cui l’anno scorso è stata consegnata l’ambita targa!
| Print article |